Root su Android: cos’è e a cosa può servire? Ecco quello che bisogna sapere

Root su Android: cos’è e a cosa può servire? Ecco quello che bisogna sapere

Negli ultimi tempi, si sente sempre più spesso parlare di Root su Android. In effetti, sono davvero tanti gli appassionati di telefonia che decidono di procedere con quest’operazione. Stando a questi ultimi, grazie ai dispositivi rooted, si possono ottenere numerosi benefici ed incredibili vantaggi.

Tuttavia, non tutti conoscono come rootare Android, nè tantomeno conoscono il significato di questa parola. Come si può rootare uno smartphone Android, cosa significa e quali sono i vantaggi del root? Ecco tutto quello che occorre sapere in questa panoramica accurata.

Root su Android: cosa significa?

Come prima cosa, bisogna comprendere cosa significa rootare un telefono Android. Come si può intuire, questo è un neologismo che è entrato a far parte del gergo italiano solo negli ultimi tempi. In effetti, coloro che sono poco esperti di telefonia e informatica pottebbero avere difficoltà a capire di cosa si parla basandosi solo sul nome di questa operazione. Per questa ragione, bisogna capire in cosa consiste.

Ebbene, il root sugli smartphone Android permette di ottenere TUTTI gli accessi da amministratore sul proprio telefono. Cosa significa questo? Occorre capire che quando si acquista un telefono nuovo, non si possiedono tutti i diritti su di esso. Per capire ancora meglio di cosa si sta parlando, bisogna fare un esempio.

Si suppone che uno smartphone possieda delle applicazioni per funzionare. Queste consistono in dei programmi per svolgere quelle che sono le più comuni operazioni, come telefonare, fare foto e navigare in internet. Alcune applicazioni poi, vengono inserite di default nel telefono e sono presenti nello smartphone sin dalla prima accensione. Questo perché la casa produttrice del dispositivo ha stretto accorid di collaborazione con la software house che ha lanciato le applicazioni. Per questa ragione, anche in uno smartphone nuovo è IMPOSSIBILE apparentemente cancellare alcune applicazioni. Proprio così, alcune di esse possono solo essere disabilitate, magari eliminando quelli che sono gli aggiornamenti più recenti.

Questo significa che non si sarà mai in grado di liberare del tutto la memoria. Applicazioni che possono occupare spazio senza mai essere utilizzate diventeranno per così dire un peso morto sul proprio smartphone. Ecco quindi che entrano in scena i permessi di root Android.

Grazie a questi ultimi, si diventerà amministratore totale dello smartphone e si potranno gestire al cento per cento tutti i dettagli del proprio telefono. In poche parole, si potrà avere il controllo totale su tutto il dispositivo, cosa che prima accadeva solo in modo parziale. Chi è appassionato di informatica e telefonia, ma anche chi vuole avere la piena libertà di decidere cosa installare e quando farlo, dovrebbe seriamente prendere in considerazione quest’occasione.

Root e Android: altre operazioni per le quali si può utilizzare

Quello menzionato in precedenza era solo un esempio, ma ci sono anche altre operazioni per le quali può essere utilizzato il root smartphone. Ad esempio, grazie a questa modifica si potranno installare anche applicazioni provenienti da altri store, magari scaricando APK su internet da store virtuali e differenti.

In alternativa, si può utilizzare il dispositivo rootato per accedere a file o cartelle che altrimenti risulterebbero inaccessibili.

Infine, il root serve necessariamente anche per sbloccare alcune funzioni aggiuntive sul proprio smartphone. Proprio così, scaricando le giuste applicazioni, sarà possibile far diventare il proprio smartphone una macchina innovativa, riuscendo a donare nuove funzionalità al dispositivo e facendogli fare cose incredibili.

Come eseguire il root su Android?

A questo punto, magari qualcuno si chiede cosa bisogna fare per eseguire il root su Android. Ebbene, nella maggior parte dei casi il root viene eseguito seguendo una semplice procedura. Tuttavia, le cose possono variare a seconda del modello di smartphone che si possiede.

Ad ogni modo, non bisogna farsi prendere dal panico. Rootare un dispositivo android è molto più semplice di quello che si può pensare. Chiunque può farlo, anche magari coloro che non hanno molta dimestichezza con l’informatica.

Ma nei dettagli, qual è la procedura da seguire? Ebbene, come prima cosa bisogna andare nelle impostazioni del Bios del telefono. Alcuni forse non hanno mai sentito nominare queste impostazioni, ma rappresentano il cuore del proprio dispositivo Android. Per riuscire ad accedervi, occorre premere una combinazioni di tasti ripetutamente al momento dell’accensione del telefono.

Per riuscire a capire quali tasti premere, bisogna cercare sul manuale di istruzioni del telefono, oppure si può fare una leggera ricerca su internet. Ad esempio si può scrivere Root Android Note 4 su Google e notare quelli che sono i risultati con le istruzioni. Dopo aver fatto ciò, occorre scaricare un piccolo file che ti permetterà di eseguire quest’operazione.

Anche in questo caso, si possono trovare numerose fonti su internet che permettono di ottenere un software sicuro e affidabile. Uno dei migliori in circolazione è senza ombra di dubbio Magisk, un file che si può ottenere sia attraverso smartphone sia utilizzando un computer. A questo punto, bisogna trovare il file che ti permetterà di avere il root e far partire l’installazione.

Dopo qualche minuto, il telefono si riavvierà e si potrà ottenere il nuovo dispositivo rootato. Tuttavia, l’operazione non finisce qui. Difatti, bisognerà scaricare anche un’altra applicazione, chiamata root checker così da controllare se il root è attivo e all’occorrenza disattivarlo.

Solo dopo aver completato quest’ultimo passaggio si sarà rootato correttamente il proprio telefono.

Pro e contro del root android

Sicurmante, il root su android permette di avere accesso completo al proprio telefono. Libertà e controllo sono due parole chiave di questa operazione. Tuttavia, il root rende anche il dispositivo vulnerabile ad attacchi virus da parte di malintenzionati. Inoltre, con il root si perde la garanzia del dispositivo, non potendo godere dell’assistenza.

Ecco quindi che occorre valutare bene prima di compiere tale operazione.